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venerdì 18 novembre 2016

Crostata morbida salata




Sempre di corsa: sono le 3 di pomeriggio e sto mangiando una piadina al volo...mentre cerco di aggiornare il blog con il nostro appuntamento salato! Un mal di testa atroce mi ha svegliata questa mattina e nonostante sia corsa ai ripari non accenna a darmi tregua, quindi sarò di poche parole....perdonatemi e gustate questa crostata morbida salata! La vedo perfetta per la tavola delle feste, che dite? Dai, su, che tanto lo so che, come me, state già pensando al Natale.... ;)

sabato 30 gennaio 2016

Lasagne cupcake con ragù, funghi e besciamella



Sono abitudinaria, sono profondamente convinta che non mi piacciano i cambiamenti e che mi destabilizzino violentemente, ma se mi guardo indietro scopro che in realtà ho sempre avuto molto coraggio e non ho mai provato niente più di una velata nostalgia 
quando ho sbattuto le ali per volare un pò più in alto, per scelta o costrizione.

C'è una cosa che amo molto, ed è pensare alle strade che ho percorso.
La strada per andare a scuola, ad esempio. O quella per andare al lavoro.

Quando andavo alle elementari condividevo il viaggio con il mio vicino Enrico.
Andavamo a scuola a piedi, soli, bambini....oggi quasi impensabile.
Una volta ero sola ed ero pure in ritardo, ho attraversato di corsa senza guardare e sono stata investita.
Quando andavo al liceo mi svegliavo prestissimo, poco dopo le sei del mattino, quando fuori faceva buio pesto e gli Inverni mi sembravano più rigidi di adesso, e al mattino al risveglio c'era la galaverna.
Andavo a piedi fino in stazione, poi prendevo il treno,
e infine la bicicletta fino all'arrivo alla mia scuola.
 Le stesse tappe, per 5 interminabili anni, le stesse abitudini che amavo ed odiavo al contempo.
 Poi una vacanza al mare, la mia amica che mi raggiunge in spiaggia e dalla riva mi comunica il voto dell'esame di maturità con le mani e la consapevolezza immediata che, puff, seduta sul muretto del Liceo con il mio Diario in mano non ci sarei mai più stata.

Anche per andare all'Università prendevo il treno. E in treno studiavo, scrivevo il Diario, conoscevo persone parlando con loro. Poi il tragitto a piedi per Viale Irnerio, o fino a Via Barberia, e le soste al solito bar, il bignè al cioccolato preferito tra tutti e la mensa scolastica.
 La libreria al pomeriggio, il mercatino il Venerdi e il Sabato, lo studentato dove alloggiava il ragazzo che mi piaceva allora.
Tanto freddo, tanto caldo, tanta strada a piedi, tanta paura a volte, tanta solitudine, amabile e vischiosa al contempo. Il profumo delle aule, il cappuccino più amato del mondo, 
gli spettacoli di teatro la sera.
Poi una corona d'alloro sul mio capo e puff, le camminate per Bologna sono diventate un lusso da concedermi molto raramente, per strade differenti, e con un altro passo.

Il mio primo lavoro è stato in un paese non troppo distante da casa. Ci andavo in macchina e nel tragitto pensavo a come volevo arredare la mia futura abitazione allora in costruzione.
Partivo con calma e rivedevo ogni giorno lo stesso film mentale...aprivo la porta e pensavo all'attaccapanni, poi al punto in cui avrei messo l'orchidea (dove tuttora è) e così via fino ad arrivare a tutte le stanze arredate a mio gusto, e giungere al parcheggio.
Poi la breve camminata lungo il viale pieno di negozi, e infine l'ufficio, la pausa pranzo con l'insalatone e il pane caldo e un giorno una telefonata improvvisa, e puff , si cambia direzione.
Non rivedi più quello che è stato il collega con cui pranzavi ogni giorno e con cui stavi otto ore di fila....

E così è la vita: un succedersi di volti, luoghi, consuetudini....strade e scale che si prendono tutti i giorni e che da un momento all'altro diventano ricordi lontani, 
sospesi nel passato, ovattati nei contorni e negli odori. A volte persino imbarazzanti da rivedere.

In questo momento della vita faccio ogni giorno una strada di campagna. 
Vedo aironi al bordo della strada e gazze ladre sui fili della luce.
Quest'inverno ho "adottato" sentimentalmente un falchetto.
Stava sempre vicino alla sua mamma, bellissima e fiera, da quest'autunno.
Ma una mattina, passando in automobile
ho visto le sue piume sulla strada...e lui da solo, proprio sul palo difronte.
- Dovrà affrontare l'Inverno da solo - ha sentenziato mio marito quando gliel'ho raccontato a cena.
- Eh, si - ho pensato io, rivedendo il film del mio passato. -

Ogni mattina guardo in alto e spero di incontrarlo.
Si è fatto grande, un bellissimo falchetto.
Un giorno volerà via da qualche parte, o io cambierò strada, e non ci vedremo più.
Ma che bello esserci stati, in quel preciso momento e luogo, averlo vissuti a fondo, senza avere poi timore di cambiare quando il futuro ci chiama.


Ed ora una ricetta a tema..un piatto della tradizione: le lasagne appunto, che mia nonna faceva praticamente ogni Domenica e che quasi non riuscivo più a mangiare dal gran che ne ero satura.
Questa versione, nata in America e vista su molti siti stranieri, porta in tavola una versione più easy e più elegante della classica lasagna, senza toglierne il gusto.
In questa versione, quasi monoporzione, tutto diviene più semplice e ci si sente meno in colpa...anche se nulla vieta di fare il bis e anche il tris, e non solo...perchè uno tira l'altro.
Versateli, veloci, stuzzicanti, queste lasagne cupcakes possono essere presentate come entrèè, come antipasto, o come piatto in numero più consistente.
Posso essere farcite a piacere e soprattutto uniscono la croccantezza della sfoglia alla scioglievolezza vellutata della besciamella.
Passato e presente assieme, come due fiori nel ciclo continuo della vita.
  
Ingredienti per 12 lasagne cupcakes

lasagne (io ne ho usata mezza confezione)
200 g di ragù
funghi cotti in padella
250 g di besciamella
parmigiano reggiano


Procedimento

Ho scottato le sfoglie in acqua bollente leggermente salata e le ho scolate stendendole su un canovaccio pulito.

Ho preso uno stampo per cupcakes in silicone Pavonidea e ho ritagliato le sfoglie in quadrati per poi adagiarle sui fondi dello stampo, lasciando di proposito che sbordassero fuori gli angoli.

 

Ho farcito con ragù o funghi, poi un quadrettino di pasta, besciamella, ragù o funghi, pasta, un cucchiaino di besciamella e infine parmigiano grattugiato

.

Ho infornato a 200° fino a doratura.
Servire caldissime.

Il passato, ce lo portiamo dentro, per tutte le volte che ci potrà servire.


mercoledì 6 gennaio 2016

Tronchetto salato vegetariano

E così...l'Epifania tutte le feste porta via...ma...se vogliamo finirle in bellezza, se abbiamo un ultimo pranzo con i parenti, se vogliamo gustarci qualcosa di sfizioso ma non impegnativo da preparare...ecco un tronchetto che ci ricorda che siamo ancora in vacanza!!!
Io l'ho preparato insieme alla mia bimba, dopo aver visto qui questa bella e golosa idea ;)

giovedì 27 febbraio 2014

Bomboloni con crema



Giovedi grasso, non si può non pensare ai bomboloni.
Io non li posso mai mangiare fuori perchè sono fritti in olio di semi, ma mi piacciono così tanto che per Carnevale me li concedo...e non solo...infatti questi li ho fatti un pomeriggio d'autunno...presa dalla voglia di coccole.

lunedì 2 dicembre 2013

Passatelli in brodo



No, dico, è già Dicembre!!!! Novembre mi è volato, stranamente....

Nel blog troverete, prossimamente, tante ricette che ben si adattano al clima "festivo"
 e vorrei proprio  inaugurare la prima ricetta di Dicembre 
con un primo piatto in brodo adattissimo alle festività Natalizie...ci pensate? manca così poco!
Io sono euforica quanto i bambini!!!

Tornando a noi: la mia nonna fa i passatelli con soli 4 ingredienti:
 pane, parmigiano, uova e sale. 
Nè scorza di limone nè noce moscata.
 Rigorosamente cotti in brodo di cappone.

Ci sono centinaia, forse migliaia di ricette dei passatelli in brodo.
Ogni famiglia ne ha una, soprattutto in Emilia Romagna.
La mia non ha pretesa di spacciarsi come "la ricetta" vera, anzi.

sabato 6 aprile 2013

Pizza di Pasqua con lievito madre secco e Occelli al Barolo


Ma quant'acqua sta venendo giù dal Cielo???
Altro che pic-nic sull'erba con l'aria tiepida e il sole che ci scalda
....per ora li posso davvero solo sognare!

La vigilia di Pasqua ho voluto provare la Pizza Pasquale, incuriosita da tutte quelle che vedevo materializzarsi nei blog e delle quali io ignoravo assolutamente l'esistenza, scusate :(
Quanto mi piace scoprire queste tradizioni!!!!

Avendo del lievito madre secco da smaltire (quello utilizzato per la Colomba) ho chiesto ad Alessandra (un mito, per gli aiuti e i consigli che sempre mi dà) se avesse mai fatto questa ricetta con il questo tipo di lievito e non appena mi è arrivato il link mi sono messa all'opera, sempre modificando la ricetta in base alle mie allergie e ai miei gusti. 

domenica 25 novembre 2012

Pandoro alla Zucca con Burro 1889


Oggi è l'ultimo giorno per partecipare al Contest Fattorie Fiandino 2012.

Adoro i loro prodotti, ed aver avuto la possibilità di partecipare è stato per me un onore.

Ho centellinato il burro, salato e non, e tutti gli altri formaggi, per preparare le ricette alle quali questi prodotti hanno dato una nota speciale.

 A dire il vero, non era la prima volta che preparavo il Pandoro, l'avevo fatto anche 2 anni fa, sempre con questa ricetta, ma quest'anno ho voluto aggiungere all'impasto della polpa di zucca  come avevo fatto per i panini di qualche giorno fa (ormai conoscete il mio amore per quest'ortaggio! ) ed essendo un esperimento non volevo rischiare di sbagliare.

 Perciò ho rifatto questo Pandoro 2 volte per essere sicura di non sbagliare, e la seconda volta, dal momento che mi era venuto molto bene, ho pensato di migliorarne la qualità rifacendolo con il Burro da panne riposate.

Mi è venuto un Pandoro meraviglioso e voglio condividere la ricetta con voi.
Non è difficile, è solo un pò lunga la lavorazione.
Ho fatto qualche modifica alla ricetta di partenza e posso dire di averla messa a punto secondo i miei gusti, quindi questa è la mia ricetta del Pandoro alla zucca!

Devo anche aggiungere che, a differenza dell'anno scorso, invece di farlo lievitare tutta la notte ho abbreviato l'ultima lievitazione ed ho ugualmente raggiunto un risultato eccezionale.

Il burro 1889, poi, ha fatto il resto, donando al mio Pandoro di zucca un profumo e una morbidezza che non vi posso raccontare...che dovete solamente provare.

ovviamente...nel caso fatemi sapere!

INGREDIENTI
per uno stampo da 1 kg
150 gr di polpa di zucca cotta al forno, soda, non acquosa
 550 gr farina di manitoba (più altra per impastare)
170 gr di zucchero semolato (il mio pandoro alla fine non era superdolce, potreste eventualmente aumentare a 180-190 gr)
140 gr di burro 1889 Fattorie Fiandino da panne riposate
4 uova freschissime
  5gr di lievito secco
50 gr acqua
1 cucchiaino di sale fino rosa dell'Himalaya
                                                                   1 stecca di vaniglia




                                                               PROCEDIMENTO

1° passaggio ore 8.30
Sciogliere 3 grammi di lievito secco nell'acqua tiepida, con 2 cucchiaini di zucchero, lasciare schiumare per 5 minuti e poi aggiungete questo composto a 50 gr di farina nell'impastatrice.
 Impastate, il composto rimmarra' abbastanza liquido.
Copritelo e lasciatelo lievitare in un luogo caldo per un ora .

Potete metterlo in forno spento ma preriscaldato a 40°.


2 passaggio ore 9.30

Trascorsa l'ora aggiungete all'impasto altri 2gr di lievito di birra secco, la polpa di zucca, 300 gr di farina, 50 gr di zucchero, 2 uova e una noce di burro ammorbidito.
Lavorate bene l'impasto e poi rimettetelo in forno spento per un'altra ora.


3 passaggio ore 10.30

riprendete l'impasto e unite ad esso  200 gr di farina,il rimanente zucchero, il sale,
 la vaniglia e le altre due uova.
Impastate a lungo, se necessario, unite altra farina fino ad avere un impasto morbido, ma non appiccicoso.
Io ho aggiunto altra farina ad occhio, senza pesarla, ma indicativamente fino a raggiungere il risultato di un impasto che potevo prendere in mano senza che si attaccasse.
Questo impasto va messo a lievitare per almeno 4 ore in una ciotola unta di burro.


4 passaggio ore 14.30

Prendete il burro che avrete tirato fuori dal frigo un'ora precedente e tagliato a piccoli tocchetti.
Mettere un filo di farina su un piano di marmo poi stendere l'impasto e mettervi al centro il burro.
Richiudere la pasta sia dai lati orizzontali sia dai lati verticali, formando un pacchetto.
Stenderlo bene e fare le pieghe a 3 come per una normale sfogliatura.
Mettere il panetto in frigo avvolto da carta da forno, attendere mezz'ora e ripetere la sfogliatura 5 volte, rispettando sempre i tempi di riposo.
Diciamo che alle 17.30/18.00 avrete terminato tutte le pieghe e non si dovrà vedere più traccia di burro nel vostro impasto profumatissimo.


Ore 18.00
Ora ungete lo stampo per pandoro per bene, e spolverizzate di zucchero semolato tutto lo stampo.

Posizionate il vostro impasto dopo averlo impastato leggermente e formato una specie di palla con le pieghe rivolte verso l'alto. Spennellate la superficie di latte.
Posizionate in forno e lasciate lievitare in forno leggermente preriscaldato....io fino alle 22.
A questo punto il mio impasto strabordava dallo stampo e sono passata alla cottura: 
forno statico 170° per i primi 10 minuti, poi coprendo la base con carta argentata altri 30 minuti a 160°.
Ho lasciato in forno spento per altri 20 minuti, poi ho tirato fuori lo stampo e 
ho atteso la mattina prima di sformarlo...e provarlo a colazione.



Una meraviglia!


Il sapore della zucca è lieve ma si avverte, dona una nota delicata, un colore appena più acceso 
e lo rende particolare....a mio avviso, non dovrei dirlo ma... eccezionale.


Con questa ricetta partecipo al Contest Fattorie Fiandino 2012
e al contest di Imma Dolci a Gogo:

partecipo anche a
Colors & food, what elese? Novembre

venerdì 23 marzo 2012

Uova barzotte su nido di agretti con fonduta di parmigiano al balsamico

Ricettina in pieno tema pasquale....perchè il mio blog nasce anche per dare idee e risposte a chi ogni giorno mi segue, anche in silenzio, cercando un modo più semplice di relazionarsi con la cucina.

Innanzitutto sapete come si cucinano le uova barzotte?
Cosa sono gli agretti?
Come si prepara una fondutina base di parmigiano?

Beh, ecco, non serve poi molto per creare questo antipastino carino e buono da mangiare, o secondo vegetariano, o piatto anche unico...basta saper mescolare questi sapori preparati a e serviti in un certo modo, come mi è venuto di fare qualche sera fa.

Ho trovato la composizione estetica perfetta per il periodo pasquale, e l'insieme dei sapori perfettamente unito.
Certo, quelle gocce di aceto balsamico 5 Medaglie D'Oro Banda Rossa Giusti....facevano la differenza, altrochè!!!

Come avete potuto notare, nei miei piatti utilizzo spesso ingredienti di più o meno note marche....mi piace sperimentare, valutare e, se lo vedete sul blog, anche promuovere quello che credo sia un buon prodotto che faccia la differenza nel piatto.

E' sicuro che ognuno di vuoi può liberamente sostituirlo con altro, il mio è solo un suggerimento da parte di chi l'ha veramente provato.

Non pubblicizzo tutto quel che mi viene chiesto di provare: nessun preparato pronto, nessuna pasta fresca ripiena che non sia fatta in casa, nessun sugo pronto che mi abbia lasciata insoddisfatta....

quindi sappiate che tutto quello che segnalo è testato, e anche gradito alla sottoscritta.........già di per sè abbastanza noiosetta con i cibi, per intolleranze, allergie e digestioni faticose...ma questo lo sapevate già ;--)






Bene, veniamo alla ricettina a suo modo semplicissima....

cosa serve?

un uovo a persona
un mazzetto di agretti ogni 2 persone
50 gr di parmigiano ogni 2 persone
panna fresca o latte

Gli Agretti:
o Barba di frate, piantine giovani della "Salsola soda", una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae originaria del Mediterraneo e che cresce abitualmente nelle zone costiere. Per prepararli, una volta eliminata la parte vicina alle radici, si privano della terra lavandoli piu' volte e si lessano quindi in acqua bollente salata; giunti a cottura, si scolano accuratamente e si passano nell'acqua fredda (cosi' il colore restera' piu' brillante). L'ideale per assaporarne al meglio il gusto e' quello di mangiarli conditi semplicemente con olio, come ho fatto io.


Le Uova Barzotte:
Vanno messe delicatamente nell'acqua che bolle e lasciate bollire per 5 minuti in modo che il tuorlo rimanga morbido con la classica goccia in mezzo mentre il bianco sarà sodo.
Vanno poi immerse nell'acqua fredda per 10 minuti e poi sgusciate con delicatezza.



La fondutina di parmigiano:
l'ho usata diverse volte, ad esempio qui e qui
ma potete anche semplicmente scaldare in padella un pò di panna fresca o latte ed unirvi il parmigiano mescolando per bene al fine di non creare grumi.

E ora non resta che assemblare il nostro nido sul piatto da portata
velandolo di fonduta al parmigiano, posizionando gli agretti come un nido, e delicatamente il nostro uovo appena sgusciato.
Profumare il tutto con l'aceto balsamico Giusti, e servire.




lunedì 19 marzo 2012

Finta sfoglia di Kamut con fiori di zucca e crescenza

Vi lascio un'altra idea per l'antipasto Pasquale o per un pic nic di Pasquetta....

questa torta salata l'ho fatta con la finta sfoglia (qui trovate la fantastica ricetta) e l'ho farcita semplicemente con 250 gr di crescenza e una dozzina di fiori di zucca.
Ormai è diventata come la pasta didò per i miei bimb, ci faccio di tutto ;-D
Ho cotto la quiche in forno per una ventina di minuti, o poco più, nel nuovo Bloom Pavoni.

Questo tegame, che può essere utilizzato anche come coperchio, fa parte della linea Pavoni BLOOM. Si tratta di casseruole in TECNOPOLIMERO LCP, un particolare ed innovativo materiale che resiste alle temperature elevate e può essere utilizzato per la cottura nel forno tradizionale o microonde e per la conservazione dei cibi in freezer. Con BLOOM si possono preparare comodamente cibi dolci e salati utilizzando pochi grassi, grazie al materiale antiaderente, in linea con un programma dietetico attento. Essendo questi tegami dei veri pesi piuma, perchè pesano circa il 30 % in meno delle teglie in metallo, offrono la massima maneggevolezza.

A domani per gli auguri, un bacio a chi passa!


Con questa ricetta partecipo al Contest della Simo, con Enjoy, sezione piatti da tenere al fresco, perchè questa torta è ottima anche se non è appena uscita dal forno...mio marito se l'è portata anche al lavoro!

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Il Blog di Aria: cucina e vita

In questo spazio raccolgo le mie ricette sparse, ma anche pezzi di vita che ad esse inevitabilmente si sovrappongono.
Qui trovate profumi e sapori che evocano ricordi e riflessioni: le mie ricette sono per lo più dolci e piatti vegetariani